Chi fuma ha sempre ragione.

Come il tuo Capo.

Ricordo come fosse ieri quando è stata introdotta la legge che vieta di fumare dentro ai locali. Gli over 30 sanno di che parlo, ma i più piccoli faranno fatica a concepire come un tempo si potesse fumare al bar, in discoteca, alle poste. Addirittura in aereo. Pensa che due coglioni farsi un intero Milano-New York con uno che non solo ti entra dentro sulle gambe o ti rivolge parola tanto per. Ma che anche ti fuma in faccia.

Va beh. Nel 2004 ero a Los Angeles e lì, grazie al mitico Schwarzy1, non si fuma nemmeno in spiaggia. Arrestati per direttissima.

Che sia una legge che ha portato solo benessere e vantaggi lo capisce chiunque. Tranne chi fuma. Sono gli stessi che, ancora oggi, quando fumano mentre state chiacchierando in compagnia, nel momento in cui buttano fuori il fumo si girano dall’altra parte convinti così di non darti fastidio. Ma brutto coglione cosa vuoi che mi cambi??! Sento la puzza di fumo quando parli, quando respiri, sui tuoi vestiti, quando mi saluti. Pensi che girandoti quando sbuffi sia tutto a posto?

Dove hai studiato il problem solving, su Topolino?

La legge che vieta di fumare nei locali ha però creato un nuovo fenomeno: chi fuma fuori dai locali.

La cosa divertente è che poi rientrano e ti dicono “Oh, figa sta cosa di uscire per fumare. C’era una tipa, ho attaccato bottone con l’accendino…”.

Cioè fammi capire playboy genio della Finanza, tu paghi 180€ un tavolo allo Shocking Club e poi per conoscere le ragazze devi uscire dal locale?

Quello che però non capiscono è che anche se fumi all’aperto, mi puoi dare fastidio lo stesso. Hai presente quando sei seduto al tavolino di un bar in piazza e senti puzza di fumo? E ti giri cercando da dove possa arrivare? “Eh, so’ fuori. All'aperto tac, all'aperto, fumo”. Sì, non ho detto che non puoi o che sia illegale, ho detto che mi dà fastidio, anche io potrei urlarti nelle orecchie la compilation di cori da stadio della Curva Sud mentre sei in coda in cassa all'Esselunga, non è mica illegale, ma non lo faccio. Perché so che ti dà fastidio. Ma capisco che tu non lo capisca perché sostanzialmente la tua è una tossicodipendenza. Mista maleducazione. Il pensiero primario, l’obiettivo, non è uscire, ma fumare. Trovare il modo di fumare, anzi. Non è stare bene o divertirsi coi tuoi amici e le persone attorno. È fumare.

Oggi con la mascherina è uguale. Vai in giro per la città, ti fermi al semaforo e c’è sempre il coglione che aspetta il verde di fianco a te con la mascherina sotto il mento. Fuma. “Eh, sto fumando, posso. Tac.”

Poi al semaforo dopo te lo ritorvi ancora lì, con la mascherina abbassata, anche se la sigaretta l’ha finita. Ti da fastidio anche a te la puzza di fumo dentro la mascherina eh brutto coglione? Benvenuto.

Questo per dire che molto spesso la gente confonde quello che è concesso fare con quello che è giusto fare. Per sé, per chi c’è attorno, per il business.

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Ma forse il potere crea più tossicodipendenza del fumo. Il pensiero primario, l’obiettivo, non è ottenere un risultato, ma potere. Trovare il modo di avere più potere, anzi. Non è fare bene o lavorare in armonia col tuo team e le persone attorno. Ma guadagnare un pezzettino in più.

Nel mondo del lavoro, delle aziende in particolare, molte persone parlano perché gli hanno dato un perimetro. Non perché hanno qualcosa da dire. Quello che dicono non aggiunge nulla al progetto, al lavoro, al team. “Eh, ma posso parlare, parlo. Tac.”

Quante volte un Manager, un Capo, scambia l’obiettivo suo, con l’obiettivo del team o dell’azienda stessa. Gode a caricarsi di cariche, di title, di perimetri non capendo che più cariche non raccontano più competenze ma più inevitabile inadeguatezza in ognuna di loro. È matematico.

Ma continuano a fumare fuori dal locale, perché possono. Senza pensare se sia efficiente o profittevole. Poi l’azienda fallisce e loro scappano. A fumare in un’altra.


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Copertina Jobbermag #16 | Vol.2 | Giugno 2021

1

California, legge fumo, Schwarzenegger. Non è vero che è merito suo, ma mi divertiva dirlo.