Ma come, non hai manco 150K in banca?

Quando quello che ti vuole insegnare la vita poi non ha manco la casa.

È rimbalzata stancamente anche in Italia la notizia che l’ennesimo habla habla, che risponde al nome di Christian Jessen, presentatore britannico, dopo aver fatto il fenomeno sui social e in tv, si è ritrovato a dover pagare una causa da 150000€ figlia delle stronzate che dice per fare il figo e, dichiarando di non averli, ha chiesto i soldi al suo pubblico tramite crowdfunding.

In realtà in Italia la notizia è arrivata perché questo genio del lifestyle a inizio pandemia aveva bollato il lockdown introdotto in Italia (se ricordate il primo ministro inglese Boris Johnson in un primo momento era rimasto molto scettico sull’introduzione di misure troppo restrittive) come «una scusa per continuare a fare una siesta», perché «si sa che gli italiani cercano ogni motivo per non lavorare».

Ok, affermazione su cui c’è ampia letteratura su cui discutere, ma non lo faremo qui.

Quello che invece ha colpito me non é tanto il sarcasmo del fenomeno mangia pudding, bensì quei 150000€. Ma, come, non li hai?

Incredibile come ancora questa cosa mi stupisca. Eppure vengo dal rap. Questa tendenza è evidentissima tra i rapper:

Siamo nell’era di Instagram, un’era dove non è importante fare o avere, ma far vedere di fare e far vedere di avere.

È un loop. Che dal rap è arrivato al job.

Più fai finta di avere, più il tuo pubblico ti dà.

Ingonzito dal miraggio di diventare come te. E infatti il genio inglese a chi li chiede i soldi? Alle banche? A una finanziaria? Ai genitori? A uno strozzino? No, al suo pubblico. Col crowdfunding. Che, poi, il crowdfunding (su cui io sono molto contrario, specie in campo editoriale, ma queste è un’altra storia che se vuoi approfondiremo in un altro episodio di Jobbermag, fammelo sapere con un commento o un messaggio) nasce per premiare e sviluppare progetti che meritano attenzione. Non per pagare i debiti di un fallimento.

Ma siamo nell’era di Instagram, nell’era dei guru, dei funnel, degli ads.

Ogni giorno spunta uno nuovo che vuole insegnarti a vivere, che ti vuole insegnare a lavorare, che ti vuole vendere un corso per imparare a fare soldi. Tutta gente che parla e poi non ha manco una barca. Molti manco una casa.

Molti manco 150000€ per pagarsi le querele causate dalle stronzate che dicono.

Ecco caro Christian Jessen, e cari tutti i Christian Jessen habla habla da social network, ti regalo uno micropillola di Bankroll Management gratis (gratis perché non voglio che te la fai pagare dai tuoi follower…):

Se non hai nemmeno 150000€ in banca non ̶c̶e̶r̶c̶a̶r̶e̶ ̶d̶i̶ ̶i̶n̶s̶e̶g̶n̶a̶r̶e̶ ̶n̶i̶e̶n̶t̶e̶ parlare.


PS: Stamattina, mentre editavo questo pezzo per la pubblicazione, sono finito su una bella intervista di Santiago Solari (argentino, ex calciatore ora allenatore) che parlando di Messi dice:

"Messi è un esempio. È un uomo che si è dedicato totalmente alla sua professione. Non ha mai utilizzato la sua fama, la sua figura o il suo status per parlare di politica o di altro, non è salito sul pulpito del populismo dove normalmente la società chiede ai calciatori di elevarsi a predicare. A me questo sembra un gesto di dignità e umiltà. Leo per me è un vero genio ribelle: in questo mondo nel quale chiunque vuole esibirsi sui social, cercare la fama e dire al sua su tutto ciò che non sa, dalla pandemia alla politica, Messi pensa ad allenarsi, a giocare, a far gol e ad essere il migliore un anno dopo l’altro. Da 15 anni”.

Ciao Jessen, chiama se hai bisogno di soldi.



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Copertina Jobbermag #16 | Vol.2 | Giugno 2021